
(I Bellissimi Cani del Diavolo, versione della Cornovaglia della Muta Selvaggia)
Durante una notte ventosa, un povero pastore stava tornando a casa, quando udì alcuni cani che abbaiavano e, immediatamente capì che erano i Bellissimi Cani. Era a circa tre, quattro miglia da casa e, molto preoccupato,cominciò a correre- per quanto glielo permetteva il terreno sconnesso e sassoso- ma ahimè! il tremendo latrare dei cani e l'orribile grido di richiamo del cacciatore si facevano sempre più vicini. dopo una lunga corsa, l'avevamo quasi raggiunto, ed egli guardandosi indietro poteva- che orrore! - vederli distintamente; erano davvero orrendi, avevano occhi rotondi ed enormi, corna e coda. Il Diavolo era tutto nero e teneva in mano un bastone da caccia. I cani, una immensa muta, oscuravano il piccolo tratto di bruchiera che era visibile, ognuno di essi sputava fuoco e abbaiava in modo indescrivibilmente spaventoso. non vi erano ne case, ne rocce, ne alberi che potessero offrire un rifugio al pastore e, apparentemente, non gli restava che abbandonarsi alla furia di quelle bestie ma, improvvisamente, gli balenò in testa un'idea che fù la sua salvezza. proprio mentre i Cani del Diavolo stavano per saltargli addosso, egli si gettò in ginocchio e si mise a pregare, vi era uno strano potere nelle sante parole che stava pronunciando, infatti i cani infernali, come se qualcuno stesse opponendo loro resistenza, latrarono e urlarono più ferocemente e il cacciatore gridò: "BO SHROVE" che nella lingua antica celtica significa "Il ragazzo stà pregando".
A quelle parole tutti scomparvero.











